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07feb

Iperomocisteinemia e PMA: efficacia dell’integrazione con il complesso nutraceutico NORMOCIS©® 400

07 feb, 2022 | Return|

La procreazione medicalmente assistita dovrebbe tenere conto anche della valutazione dell’iperomocisteinemia nella donna come indice di carenza di micronutrienti, in modo particolare di vitamine del gruppo B.

Lo evidenzia lo studio clinico 5-Methyltetrahydrofolate and Vitamin B12 Supplementation Is Associated with Clinical Pregnancy and Live Birth in Women Undergoing Assisted Reproductive Technology, pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Environmental Research and Public Health da Cinzia Fatini e colleghe dell’Università di Firenze.
 

Lo studio retrospettivo ha indagato il ruolo dell’integrazione di un nutraceutico, NORMOCIS©® 400 a base di 5-metiltetraidrofolato, vit. B12, B6, B2 zinco e betaina, verso la sola integrazione di 400 mcg di acido folico, in donne con problemi di concepimento e di buon esito della gravidanza, sottoposte a tecnologie di riproduzione medicalmente assistita per donne infertili.

Sulla base degli studi scientifici che indicano che:

  • la carenza di vitamine del gruppo B è uno dei fattori che possono portare ad iperomocisteinemia, che può avere effetti embriotossici, provocare aborti spontanei, difetto di vascolarizzazione dei villi coriali, rischio aterotrombotico nella donna,
  • elevati livelli di omocisteina nel liquido follicolare sembra essere inversamente correlati alla maturazione degli ovociti e allo sviluppo embrionale in vitro,

gli autori ritengono che testare l'omocisteina, i livelli vitaminici e i polimorfismi dell'MTHFR nel periodo pre-concepimento potrebbe essere utile al fine di evidenziare carenze di micronutrienti e consigliare, come cura pre-concepimento, un'integrazione multivitaminica ancor prima di procedere con tecniche di procreazione medicalmente assistita (ART).

Scopo dello studio è stato quindi quello di indagare gli effetti dell’assunzione giornaliera di un nutraceutico (400 mcg 5-metiltetraidrofolato, 5 mcg vitamina B12, 3 mg vitamina B6, 2,4 mg vitamina B2, 12,5 mg di zinco e 200 mg di betaina) rispetto al ruolo del solo acido folico (400 mcg), in relazione agli esiti della gravidanza (gravidanza clinica, aborto e parto vivo) in donne infertili sottoposte a ART omologa.

Sono state arruolate 269 donne caucasiche in cura presso il Centro per le Tecnologie di Riproduzione Assistita, divisione di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale universitario Careggi di Firenze.

A 111 donne (gruppo A) è stato prescritta l’assunzione giornaliera del complesso 5-metiltetraidrofolato, vit. B12, B6, B2 zinco e betaina, mentre 158 donne (gruppo B) sono state trattate con solo 400 mcg di acido folico.

Le donne arruolate in entrambi i gruppi avevano una iperomocisteinemia di grado lieve/moderato (tra 17 e 23 micromoli/l).

Il trattamento con il nutraceutico o il solo acido folico è iniziato 2 mesi prima che le donne fossero sottoposte a trattamento ed è continuato per altre 12 settimane nelle donne rimaste gravide.

I risultati più salienti dello studio sono stati i seguenti.

Nel gruppo A (donne integrate con il nutraceutico) il numero medio di ovociti in metafase II e il tasso di fecondazione 2PN sono stati più alti rispetto al gruppo B (solo integrazione di acido folico).

Le donne appartenenti al gruppo A in fase pre-concezionale avevano, sia un numero maggiore di ovociti (recuperati al prelievo), sia un numero maggiore di ovociti in metafase rispetto a quanto osservato nel gruppo B.

Ciò ha consentito agli embriologi di ottenere un numero maggiore di ovociti per l'esecuzione dell'ART e in conseguenza di avere una maggiore probabilità di sviluppo dell'embrione.

Una percentuale maggiore di donne del gruppo A ha avuto una gravidanza clinica e un parto vivo rispetto al gruppo B.

I risultati evidenziano quindi un'associazione significativa tra l'integrazione di 5-metiltetraidrofolato, vit. B12, B6, B2 zinco e betaina e gli esiti della gravidanza (gravidanza clinica e parto vivo). Pertanto, concludono gli autori, la procreazione medicalmente assistita dovrebbe tenere conto anche della valutazione dell’iperomocisteinemia nella donna come indice di carenza di micronutrienti in modo particolare di vitamine del gruppo B.

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